LA PASTA

La nostra pasta

Un piatto di pasta fatta a mano

Un piatto in cui la pasta è la protagonista.

Al «Ponterosa», il ristorante delle Marche dove ci siamo formati, circa una volta alla settimana lo chef del locale ci insegnava molti tipi di pasta. Quelle che preparavamo più spesso erano i vincisgrassi, i cappelletti e le tagliatelle.

Lavorando in Italia, andando a mangiare in tanti posti e parlando con altri cuochi, abbiamo imparato per esperienza diretta che la protagonista è la pasta. Lo sentivamo ogni volta che, viaggiando per le regioni, mangiavamo la pasta, e abbiamo deciso di fare lo stesso anche noi.

Ancora oggi, la prima cosa a cui pensiamo è la pasta. Scegliamo ingredienti e salse che la rendano più buona e, che sia fatta a mano o secca, ne facciamo la protagonista del piatto.

PASTA FATTA A MANO

Pasta fatta a mano

Farine italiane e uova di galline allevate all’aperto

Usiamo soprattutto farine italiane: la farina 00 e la semola. La 00 e la semola hanno la macinatura giusta e il giusto contenuto di proteine e di ceneri (cioè di sali minerali): sono farine facili da lavorare.

Le uova sono le «Fuku ga, Kita», di galline allevate all’aperto a Fujinomiya, nella prefettura di Shizuoka. Sono uova che non coprono il sapore della pasta.

Il produttore delle uova

«Fuku ga, Kita», uova di galline allevate all’aperto ai piedi del monte Fuji

Le uova «Fuku ga, Kita», di galline allevate all’aperto ai piedi del monte Fuji, sono prodotte dall’azienda Marufuku di Yaizu nella sua fattoria di Fujinomiya.

Le galline depongono le uova nei nidi al mattino, di giorno fanno bagni di sabbia all’aperto e la notte dormono nel pollaio. Usiamo queste uova sia per l’impasto della pasta sia per i dolci da forno.

La storia del produttore nella pagina «La nostra filosofia»

Le uova sgusciate al centro della farina
Unire la farina e le uova
Stendere la sfoglia con il mattarello
Stendere la sfoglia con il mattarello
Ritagliare la sfoglia stesa con lo stampo
Ritagliare la sfoglia stesa con lo stampo
Pressare la sfoglia fra gli stampi di legno per imprimere il disegno
Pressare la sfoglia fra gli stampi di legno per imprimere il disegno
Dopo la pressatura
Dopo la pressatura
Pasta fatta a mano con il disegno impresso
Pasta fatta a mano con il disegno impresso

Gli stampi di legno per i disegni sono stati intagliati a mano, uno per uno, da un artigiano. L’artigiano è ormai scomparso e stampi uguali non si trovano più. Vogliamo continuare a usarli con grandissima cura.

Cambiamo impasto e forma
in base a ingredienti e salsa

Per l’impasto uniamo il metodo imparato in Italia e quello appreso in Giappone. Farina, uova, acqua, vino, olio d’oliva, sale: quali usare e in che quantità dipende dal tipo di pasta e dagli ingredienti e dalla salsa con cui la abbiniamo. Impastiamo a mano, quindi controlliamo l’impasto al tatto. Se è troppo duro aggiungiamo acqua; se ha bisogno di tempo, lo lasciamo riposare ancora un po’. Lo regoliamo ogni volta, in base all’esperienza.

In base agli ingredienti e alla salsa non cambiamo solo la consistenza: cambiamo anche la forma, pensando a quanto la salsa si lega alla pasta e a quanto è corposa. Ma la regola di base resta il rispetto della cucina di ogni territorio: le orecchiette con le cime di rapa o con il sugo di pecora in umido, i testaroli con il pesto alla genovese, le busiate con il pesto alla trapanese. A volte, però, scegliamo di proposito di rompere queste regole.

Forme possibili solo con la pasta fatta a mano

Alcune forme si possono ottenere solo a mano: la pasta ripiena, i «cresc’tajat» delle Marche, con farina di mais nell’impasto, e i «testaroli», che si cuociono prima alla piastra e poi si lessano.

Della pasta fatta a mano amiamo il sapore che solo la lavorazione a mano può dare, l’intesa con la salsa e la possibilità di dare personalità all’impasto stesso. La quantità di uova ne cambia la durezza, la consistenza e il sapore, e incorporando una purea nell’impasto si ottengono colore e sapore.

Pasta alla chitarra
Pasta alla chitarra
Cresc’tajat
Cresc’tajat
Tortellini (pasta ripiena)
Tortellini (pasta ripiena)

PASTA SECCA

Pasta secca

La nostra pasta secca è prodotta in Italia. Il motivo è semplice: è buona. Usiamo soprattutto una pasta secca delle Marche che anche il ristorante dove ci siamo formati teneva sempre in dispensa e proponeva nel menù. Oltre a questa usiamo diverse altre paste italiane, scegliendo di volta in volta quella più adatta.

Il pregio della pasta secca è la sua consistenza tenace, che la fa restare al dente. Se usare pasta fatta a mano o secca lo decidiamo, di norma, in base all’abbinamento con la salsa.

La pasta «Mancini», delle Marche
La pasta «Mancini», delle Marche
Spaghettoni con salsa di pomodoro biologico e mozzarella
Spaghettoni con salsa di pomodoro biologico e mozzarella

NEI NOSTRI MENÙ

La pasta nei nostri menù

A pranzo e a cena, ogni menù comprende sempre una pasta, fatta a mano o secca. A cena può anche aggiungere una pasta per finire (30 g, 50 g o 80 g; ¥580 per qualsiasi porzione).

Siamo davvero felici quando i nostri ospiti si stupiscono per la forma della pasta o scoprono un sapore nuovo.

I menù del pranzo I menù della cena

La filosofia dello chefI 3 anni trascorsi nelle Marche, i produttori che ci forniscono gli ingredienti, le verdure che coltiviamo noi stessi, il pane e la salsiccia che prepariamo nel ristorante.

Calendario di apertura

Prima di chiamare

La preghiamo di prenotare online. Al telefono rispondiamo alle richieste sulla disponibilità di posti in giornata. Ci chiami anche se ha già prenotato e deve avvisarci di un ritardo, se Le servono indicazioni per raggiungerci o se non sa come prenotare.

Solo nelle «giornate alla carta» accettiamo per telefono prenotazioni con bambini. (Negli altri giorni di apertura accogliamo solo ospiti dalla scuola media in su.)

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